Il futuro del Social Media Marketing è oggi

Il futuro del Social Media Marketing è oggi

Come afferma il professor Francesco Sordi in “Marketing Scientifico”, è difficile parlare di marketing in un mondo dove tutti, con prepotenza e poca umiltà, si sentono in grado di dire la propria, proprio per questo, mi appresto a entrare in questo settore in punta di piedi e chiedendo il permesso.

Sono dell’idea che rendere l’esperienza altrui propria è un buon modo per evitare di sbagliare. E per quanto sia usanza comune inculcare l’idea del “sbagliare è importante”, è fondamentale sapere, per me, che il “mal che vada imparo” non può essere certamente un buon punto di partenza. Sbagliare implica l’uso di tempo, energie e risolse, tre cose che non sono di certo prive di valore. Sbagliare significa non solo fare esperienza ma anche perdere per sempre quel tempo, quelle energie e quelle risorse. No, non è bello sbagliare. Siamo uomini, non bestie, e la storia ci insegna che studiando si possono prevenire molti errori.

 

Studiare gli errori già commessi può aiutarci a risparmiare tempo, energie e risorse. Questo articolo vuole essere un investimento in tal senso.

Le basi del mio studio affondano le radici nel giugno 2015. Quattro anni di studio sul campo, quattro anni di cambiamenti e analisi critica del settore, quattro anni di strategie ed errori che intendo oggi condividere con voi.

Un primo punto di partenza sarà un breve resoconto di quello che è il marketing oggi con particolare attenzione al rapporto tra problematiche e opportunità che la situazione attuale ci presenta.

“La crescente popolarità di blog, podcast e social network permette oggi ai consumatori di diffondere le loro opinioni su prodotti e servizi presso un pubblico potenziale di miliardi di persone, e la proliferazione degli accessi a Internet, che è ormai accessibile anche alle comunità più povere, offre a tutti coloro che li desiderano gli strumenti per porre domande su prodotti e aziende. Di conseguenza la pubblicità non funziona più, o almeno non come in passato.”

(Social Media Marketing: Marketer nella rivoluzione digitale. Introduzione alla terza edizione. Philip Kotler, Svend Hollensen, Marc oliver Opresnik.)

Sfogliando i testi di marketing pubblicati nel 2019 ci si può imbattere in una verità accurata e camunamente consolidata: l’esperienza on line è oggi un’opportunità economica, semplice e accessibile e in continua evoluzione, non solo per aziende e professionisti, ma anche per privati che si approcciano al mondo del web acquisendo giorno dopo giorno una vera e propria immagine digitale monetizzabile.

La presenza in rete permette di raggiungere nuovi potenziali clienti e stabilire migliori relazioni rispetto quelle già esistenti, consente di vendere prodotti e servizi a livello globale e utilizzare analisi per conoscere con precisione le aspettative e i bisogni dei consumatori, bisogni nella cui soddisfazione vedremo riconoscere il vero significato del marketing.

In questo nuovo assetto, i social media rappresentano il futuro del marketing, un futuro che è già presente.

Marketing

Rimanerne estranei significa non solo eliminare una grossa fetta di mercato, ma anche e soprattutto lasciare posto alla concorrenza.

Tutte le aziende concorrono nella creazione del valore per il cliente, e sebbene tutti possano usare i medesimi strumenti, molti dei quali anche gratuiti e intuitivi, imporre la propria presenza sui social oggi non è un passo da sottovalutare.

Su qualcosa infatti, sono tutti totalmente in accordo:

“Il cambiamento è al centro del marketing digitale e porta con sé nuove affascinanti possibilità” (Dodson, 2016)

Non si può cambiare in meglio ciò che si fa se non si parte dal rivalutare l’idea di marketing inserendola nel contesto in cui ci stiamo affacciando sempre di più.

Vent’anni fa la comunicazione era basata fondamentalmente su spot, volantinaggio, affissioni, eventi, annunci su canali radiofonici e televisivi. Tutti questi canali garantivano grande visibilità. Ovvio che queste soluzioni sono ancora valide e massimamente presenti, ma dispendiose e non del tutto redditizie. Se avete almeno un milione di euro da investire in uno spot pubblicitario da far girare sui principali canali probabilmente non sentirete la necessità di leggere questo articolo, ma se controllando sotto il materasso vi doveste accorgere di non aver raggiunto ancora quel budget vi direi di non preoccuparvi, esistono canali ancora più potenti già nelle vostre tasche… e no, non si vuole trattare di una metafora.

Molti di voi lo stanno utilizzando proprio in questo istante, in caso contrario prendete il vostro dispositivo mobile.

Avete un IPhone? Andate sull’App Store, in alternativa fate tap sul triangolino del Google Play Store che troverete scorrendo il menù del vostro Smartphone.

Cercate Instagram tra le App.

Vedete quel numerino lì?

1Mrd+ 

È il numero di download.

Sì, più di un miliardo.

Questa è la potenza alla quale vorrei sottoporre la vostra attenzione.

Questo è il numero di clienti che potreste raggiungere.

Sono troppi?

Per me sì, ammetto che lo sarebbero.

Viviamo in una nuova epoca che personalmente, data la mia giovane ma non giovanissima età, mi sento di considerare come la mia epoca, l’unica nella quale mi sono affacciata realmente, e forse è anche per questo che (nonostante quella che potreste vedere come notevole mancanza di esperienza) mi permetto di provare a farvi vedere le cose da una nuova prospettiva e aggiungere, spero, valore alle conoscenze condivise fin ora.

Quello di cui vi voglio parlare è appunto l’ambiente in cui sono cresciuta in qualità di nativo digitale.

Non vi annoierò con frasi fatte del tipo: nasco col pc in mano, ma vi assicuro che quanto per mio padre è normale cercare la definizione di un termine nel datato vocabolario dello scaffale di casa per me lo è effettuare la stessa ricerca semplicemente afferrando il cellulare; quanto per mia madre è naturale cercare un vecchio contatto tramite amici di amici in comune, tanto lo è per me tramite gli amici di amici del contatto in comune su Facebook; quanto ci si affida alla voce dell’amico per andare nel negozio del parente tanto io cerco quel brand su Instagram (tramite hashtag) per trovarne un parere.

  • Se cerco qualcosa: Google;
  • Se cerco un posto: Maps;
  • Se cerco una persona: Facebook;
  • Se cerco lavoro: LinkedIn/Subito;
  • Se cerco un professionista: ProntoPro
  • Se cerco una ricetta: Giallo Zafferano;
  • Se cerco un ristorante: TripAdvisor;
  • Se cerco qualcosa da acquistare: Amazon/Subito;
  • Se cerco una canzone: Spotify/YouTube/Shazam;
  • Se cerco un consiglio su un prodotto o su servizio: Instagram.

Queste sono solo alcune delle risposte pervenute dall’indagine di mercato sull’utilizzo personale della propria rete (troverete la classifica completa su più campioni in base al target prossimamente). 

Ognuno di quei canali, per il proprio specifico settore, è riuscito a posizionarsi in modo migliore rispetto alla concorrenza durante il periodo di ricerca, in qualità di migliore soluzione alla soddisfazione di un bisogno, trovando nel cliente un utente fedele che se dovesse comprare o consigliare un prodotto o servizio diverrebbe certamente un ottimo promoter.

Gli utenti che riescono a trovare una soluzione a un loro fabbisogno tendono a legarsi particolarmente a chi ha risolto quel loro problema.

Questo perché?

Perché il tempo è denaro e se vi trovate bene a casa vostra perché dovreste fare il trasloco ogni sei mesi? Tanto vale rinnovare l’affitto. Il principio è lo stesso. Questo è il segreto della fidelizzazione. E gestire la fidelizzazione ai tempi della rete non è semplice!

Grazie al web anche il piccolo imprenditore può migliorare la visibilità della sua attività e utilizzare annunci mirati per promuovere i suoi servizi a livello locale entro un determinato raggio dalla sua attività, o a livello globale, immettendosi in un mondo di possibilità.

Oggi la comunicazione sui media digitali è costante, collaborativa, condivisa, social. Oggi le opportunità non riguardano solo un’attività commerciale, un piccolo imprenditore o un professionista, oggi chiunque ha voglia e intenzione di immettersi nel mercato globale può rendere i propri sogni realtà. No, anche in questo caso non si tratta di una frase fatta, è possibile, lo si fa tutti i giorni. Dipende solo da voi.

Se siete bravi in qualcosa, non dovrete farlo gratis.

Perché?

Perché il tempo è limitato, il vostro tempo è limitato e per raggiungere un determinato livello bisogna impiegare grosse energie e risorse e soprattutto tempo.

Se il vostro sogno è quello di dedicarvi solo esclusivamente a qualcosa, fatelo. E non fatelo gratis, a meno che voi non siate già così ricchi da non dovervi preoccupare di guadagnarvi la pagnotta a fine giornata.

È proprio in quest’ottica che è nata la Triskelion. (Per scoprire chi siamo clicca qui)

Se reputate ciò che fate oltre che utile anche interessante forse non è necessario partire dal sito web per farsi conoscere e immettersi nel mercato e ci che vi sto per dire vi sarà molto utile. I social non sono altro che una piazza molto più grande dove potrete presentare i vostri prodotti o servizi, oltre che comunicare con gli eventuali clienti e ottenere informazioni su di loro tramite la giusta analisi dei dati. 

Saper accattivare i clienti non significa necessariamente svendere il proprio lavoro lanciando offerte e sconti, come spesso si pensa, ma appassionarli a quello che si fa e in questo senso i social sono la vetrina migliore. 

Il modo di fare impresa è dunque anche social perché le due cose, ormai, non possono prescindere l’una dall’altra.

Il segreto di una buona riuscita è la giusta coordinazione di contenuti di qualità, costanza e un’interfaccia accattivante e di questo ne parleremo nel dettaglio nei prossimi articoli.

Per qualche consiglio su Ig cerca l’ashtag #nzetad_igTips

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